Il Grand Criterium dominato dai figli di Varenne

Al via sui 1650 metri tutti i migliori puledri di due anni, quelli nati nel 2015. Zarenne Fas vince la finale, e Ziva Ek domina la corsa riservata alle femmine.

di Claudio Gobbi – Era il 1925 quando si corse per la prima volta il Gran Criterium di trotto, in un ippodromo voluto da Mussolini per contrapporlo a quello del galoppo, tempio della borghesia milanese. Per i tempi di allora l’ippodromo del trotto milanese era un vero e proprio gioiello, con tanto di impianto di illuminazione composto da grandi lampade che illuminavano a giorno la pista. Per molti anni vi andarono in scena le gesta di cavalli e driver mitici tra cui il «sauro volante», come veniva chiamato Tornese, guidato da un mago delle redini lunghe, il «pilota», come era soprannominato Sergio Brighenti. Quell’anno la corsa fu vinta da Sorrento, un trottatore che era guidato dal celebre Finn, un russo scappato dalla rivoluzione bolscevica e che sarebbe divenuto un maestro per i driver europei.

Oggi sui 1650 metri de La Maura di illuminazione neppure l’ombra,ma voci insistenti ci dicono che presto verrà espiantato l’impianto del vecchio ippodromo per inserirlo in quello de La Maura. Al via sui 1650 metri tutti i migliori puledri di due anni, quelli nati nel 2015. Favoritissimo della corsa Zazza del Pino opposto a Zelante Ok. Doveva essere un match a due e a pochi metri dal palo Zazza sembrava sicuro vincitore con l’altro di poco dietro. Ma ecco spuntare al largo di tutti e a velocità doppia Zarenne Fas, che stampava sul palo i favoriti. Buono il tempo: 2.03.7 che corrisponde a un ragguaglio al chilometro di 1.14.9. Il vincitore era guidato da Ferdinando Monopoli ed appartiene al presidente dei proprietari dei cavalli trottatori, l’avvocato napoletano Gragnagniello. Infine, ancora una volta gloria al mitico Varenne, non solo padre del vincitore, ma anche di Ziva Ek, vincitrice della similare corsa riservata alle femmine.